Accanto alle storiche professioni “protette”, come medici, avvocati o ingegneri, iscritti a specifici albi professionali, si è consolidato un vasto panorama di esperti e consulenti che operano al di fuori di questi schemi tradizionali. Parliamo infatti delle professioni non ordinistiche.
Cosa si intende esattamente con questa espressione, quale quadro normativo le disciplina e come possono questi professionisti tutelare la propria attività dai rischi quotidiani?
Che cosa sono le professioni non ordinistiche?
Le professioni non ordinistiche comprendono tutte quelle attività economiche volte alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitate abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, ma che non sono organizzate in ordini o collegi.
In Italia, questo universo professionale è stato ufficialmente riconosciuto e disciplinato dalla “Legge n. 4 del 14 gennaio 2013”. Questa normativa ha offerto rispettabilità e regole a migliaia di lavoratori che prima non rientravano in ordini specifici.
Tra i profili più comuni, ad esempio, rientrano:
- Consulenti aziendali e di management.
- Specialisti del marketing e del digitale (SEO specialist, social media manager, web designer).
- Professionisti del benessere non sanitario (naturopati, counselor, coach).
- Terapisti complementari, amministratori di condominio, tributaristi, eccetera.
La Legge 4/2013 non impone un obbligo di iscrizione ad albi, ma promuove l’autoregolamentazione volontaria attraverso le “associazioni professionali” delle professioni non ordinistiche. Queste ultime hanno il compito di garantire la trasparenza, il rispetto di un codice deontologico e la formazione continua dei propri iscritti, a tutela del consumatore finale.
I rischi professionali e l’importanza della tutela
Anche se non si firma un progetto edilizio o non si prescrive un farmaco, l’attività di un professionista non ordinistico comporta responsabilità civili significative. Un errore di valutazione, un ritardo nella consegna di un progetto strategico, la perdita accidentale di dati sensibili di un cliente o una consulenza errata possono causare danni patrimoniali o d’immagine importanti.
In assenza di un ordine professionale che detti regole rigide in materia assicurativa, spetta al singolo professionista valutare i rischi della propria attività e scegliere come proteggersi.
Le soluzioni assicurative per le professioni non ordinistiche
Sebbene la Legge non preveda sempre un obbligo assicurativo stringente per chi non è iscritto a un albo (a meno che non sia richiesto da specifiche associazioni di categoria o da contratti specifici con i clienti), dotarsi di una copertura è una scelta di fondamentale prudenza e di serietà professionale.
Le principali categorie di eventuali soluzioni assicurative disponibili sul mercato si dividono in:
1. Responsabilità Civile Professionale (RC Professionale)
L’RC Professionale è il nucleo centrale della tutela. Questo tipo di garanzia copre le richieste di risarcimento avanzate da terzi (clienti o partner) per danni involontariamente cagionati nell’esercizio dell’attività lavorativa. Per i professionisti non ordinistici, queste coperture si concentrano soprattutto sulle perdite patrimoniali nette subite dal cliente a causa di negligenza, imprudenza o imperizia del consulente.
2. Responsabilità Civile Terzi e Prestatori d’Opera (RCG/RCO)
Se il professionista riceve i clienti in uno studio o si reca presso le loro sedi, è esposto a rischi generici e di diverse tipologie. Questa soluzione copre i danni fisici o materiali causati involontariamente a terzi (ad esempio, un cliente che scivola all’interno dell’ufficio) o agli eventuali collaboratori.
3. Tutela Legale
In caso di controversie legali con un cliente che rifiuta di pagare o che minaccia azioni legali, i costi di difesa (avvocati, periti, spese di giudizio) possono essere gravosi. Questa tipologia di copertura si fa carico di tali spese, sia in sede civile che penale.
4. Cyber Risk e protezione dati
Per chi lavora prevalentemente nel comparto digitale o gestisce grandi moli di dati sensibili, il rischio di attacchi informatici o di violazione della privacy è altissimo. Esistono coperture dedicate a supportare i costi di ripristino dei sistemi e i risarcimenti legati alla perdita di dati.
Conclusioni
Operare come professionista non ordinistico offre grande flessibilità, ma richiede anche una forte auto-responsabilizzazione. Proteggere il proprio patrimonio e la continuità del proprio business attraverso una corretta gestione del rischio non è solo una rete di sicurezza, ma anche un vero e proprio “biglietto da visita” che trasmette affidabilità e valore ai propri clienti.
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